Anteprime Nintendo 3DS
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Questo gioco è in realtà uno spin-off della serie, ed è completamente dedicato all’ormai famosa modalità mercenari vista fin da Resident Evil 3 (sempre se non erro – NdR "HyperCAT"); questa, ha chiaramente ispirato Capcom per testare la nuova visuale 3D fornita da Nintendo 3DS e la funzionalità della leva analogica che sarà essenziale per muovere il nostro personaggio e indirizzare i colpi verso i nostri nemici. Come facilmente si può immaginare, in Resident Evil: The Mercenaries 3D si potrà scegliere fra Chris, Claire, Hunk e Krauser, pronti per affrontare un'avvincente sfida contro il tempo nel tentativo di uccidere quanti più zombie possibile in un numero ancora non definito di stage. Un gamepaly di questo tipo sembra effettivamente un po' limitativo per questa storica serie, lasciando completamente da parte l’esplorazione classica che ci ha accompagnato negli anni. Ad ogni modo va sicuramente lodato l’impatto grafico che non si discosta poi molto dalla versione HD di Resident Evil 5, complice sicuramente il prezioso display della console. A differenza del sistema di mira e sparo adottato da Kid Icarus Uprising, in RE: The Mercenaries 3D la gestione dei controlli non è risultata particolarmente accattivante, soprattutto per una difficoltà generale nel controllare il mirino tramite la leva analogica della console; rimane comunque aperta la possibilità che la demo sia basata su una vecchia build e quindi il problema sia stato del tutto risolto. Molto interessante l’effetto 3D, in grado di mostrare esplosioni e schizzi di sangue in maniera estremamente realistica e scenica. Le armi poi sono le classiche della serie e sono in grado di produrre effetti 'collaterali' diversi in base anche alla parte dello zombie colpita. In conclusione, se il gameplay fosse strettamente correlato ad un spara e scappa, il titolo verrebbe potenzialmente danneggiato e con lui l’ottimo motore grafico sviluppato da Capcom. Ci auguriamo solo che oltre questa tipologia di gioco ne siano presenti altre, giusto per donare un minimo di varietà all’azione che rischia di essere estremamente ripetitiva.
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