| Recensioni DS | |||||
| Venerdì 03 Settembre 2010 00:00 | |||||
Pagina 1 di 3 Kingdom Hearts, senza ombra di dubbio, è una delle saghe di recente formazione maggiormente apprezzate da fan di tutte l'età che, nel binomio tra
i personaggi del colorato mondo Disney e del poliedrico universo di Final Fantasy, hanno trovato un nuovo regno del divertimento. Un regno lussureggiante e innovativo in cui la freschezza di un gameplay sfaccettato e dinamico viene affiancata da sviluppi narrativi interessanti, complicati e ancora in parte irrisolti. è proprio per riempire il buco narrativo volutamente costituito, tra il primo Kingdom Hearts e il suo diretto successore, che nasce Kingdom Hearts 358/2 days, primo capitolo della famosa serie ad approdare sulla console Nintendo.
Vita Diaristica Il nuovo gioco Square/Enix si sviluppa con la consapevolezza di raccontare le avventure di personaggi conosciuti della serie precedentemente non ben caratterizzati, rinunciando, quindi, a lunghe digressioni o ad introduzioni fastose dei vari e innumerevoli personaggi e introducendo il giocatore direttamente nella trama. È qui che il giocatore non avvezzo alla serie trova il primo scoglio nel comprendere cosa sia un Nessuno, o in generale cosa voglia la misteriosa Organizzazione intorno alla quale corrono le esistenze dei personaggi, scoglio, però, che viene superato dopo le prime ore di gioco in cui la trama inizia seriamente a farsi apprezzare, non in quanto snodo tra i vari capitoli della serie, ma per la sua delicatezza, magistralmente esaltata dallo sviluppo diaristico che caratterizza questo capitolo. Il gioco, narrando dei 358 giorni del protagonista Roxas all'interno della misteriosa Organizzazione, è diviso in missioni, in generale una per ogni giorno, o meglio, in varie pagine di diario, che l'eroe della vicenda butta giù per recuperare nella quotidianità la propria memoria andata perduta. Recupero arduo e faticoso che metterà in discussione non soltanto i personaggi principali dell'avventura ma anche il giocatore stesso che rimarrà colpito non tanto dall'intrecciarsi dei fili della storia ma soprattutto dallo scavo interiore che gli sviluppatori sono stati in grado di orchestrare, evitando le comuni banalità che tanto ingloriosamente spesso seguono i temi dell'amicizia e della ricerca di sé stessi, attraverso una regia e un comparto musicale leggiadri, sfumati, quasi crepuscolari.
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