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Recensione: Professor Layton e il futuro perduto

Scritto da Jacopo "Jajou"    PDF Stampa E-mail
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Lunedì 27 Dicembre 2010 10:26

Sono tanti i misteri che ognuno di noi si porta con sé, sono tanti i segreti e gli scheletri che rimangono celati dentro gli armadi.

Lo stesso si potrebbe dire per i grandi personaggi della letteratura e del cinema e, perché no, dei videogiochi. Tra questi impossibile escludere l'archeologo più raffinato ed intelligente sulla piazza, il professor Hershel Layton, che sotto la sua iconica tuba nasconde, oltre ad un cervello d'oro, un passato irto di mistero e sentimento che soltanto un improvviso viaggio nel futuro potrà finalmente far riaffiorare. Si va nel passato? No, si va nel futuro ma si torna indietro. Che si accenda quindi la macchina del tempo!

Un futuro (perduto) migliore

Tutto ha inizio con la presentazione della prima vera macchina del tempo, uno strumento eccezionale, in grado di piegare il continuum spazio-temporale alla mercé dell'umanità. L'invenzione del secolo ma... Qualcosa va storto. Davanti agli occhi increduli del pubblico, di Layton e del piccolo, ingegnoso e sempre celeste Luke, la macchina messa in funzione, esplode. Pochi secondi dopo è chiaro a tutti che a sparire non è soltanto il gran fumo ma anche lo scienziato creatore del macchinario e il primo ministro, ivi presente. Il panico per la scomparsa di queste due importanti figure della vita pubblica è destinato ad aumentare quando un numero sempre maggiori di civili incomincia a sparire. Tra le domande e la paura di una Londra sconcertata, Layton e il suo apprendista Luke ricevono un inquietante lettera proveniente dal futuro. Sovrastati dall'incredulità i due esperti di enigmi seguono gli indizi disseminati nella missiva per raggiungere e salvare la Londra del futuro, tenuta con il pugno di ferro da una misteriosa associazione. Un viaggio lungo, che elude le distanze temporali in un attimo proiettando i due protagonisti dieci anni avanti nel futuro, non potrà però allontanare i due maestri dell'enigmistica dalla ricerca di sé stessi. Ogni passo in avanti non potrà mai cancellare i passi già compiuti: a saperlo bene non è solo Hershel ma anche i programmatori di questo terzo capitolo. Infatti ciò che appare sostanzialmente nuovo nella trama de Il Professor Layton e il futuro perduto è lo scavo psicologico di ogni singolo personaggio, in grado di dare quel tocco di vitalità e realismo in più che le splendide animazioni e gli ispiratissimi scenari da soli non sono capaci di fornire. Ciò che rende quindi nuovo questo capitolo è certamente la volontà degli sviluppatori di avvicinare il giocatore ai vari protagonisti della vicenda, approfondendo la sfera sentimentale ed emotiva di questi ultimi in modo tale da renderli maggiormente reali e umani. Questa buona scelta narrativa aumenta decisamente l'appeal de Il Professor Layton e il futuro perduto che si classifica vincitore assoluto - limitativamente alla trama - rispetto ai precedenti capitoli, grazie anche a un esperienza ludica più longeva del solito. Questa volta infatti l'avventura londinese del nostro esperto di enigmi preferito si espande per bene tredici capitoli in cui le risposte ai singoli misteri vengono sciorinate sapientemente nel corso del gioco in modo tale da mantenere sempre alta l'aspettativa del giocatore che, differentemente da quanto accadeva con i precedenti capitoli della serie, risulterà basito ed emozionato dalle evoluzioni narrative e dai colpi di scena che questa storia propina. Dimenticatevi quindi di credere di aver risolto il mistero prima del caro Layton perché viaggiando nel futuro le sorprese non tardano e non mancano mai.

Chi vive nel mio DS?

Con una trama così ampia e fresca, dotata del magnifico dono di tenere incollati i giocatori, Il Professor Layton e il futuro perduto non si fa sfuggire di certo l'occasione di strabiliare il pubblico con i celebri cavalli di battaglia che hanno caratterizzato questa serie di best-seller fin dal suo debutto: stiamo parlando dei vari intermezzi dialogati tra i personaggi, tramite i quali prosegue la narrazione, e delle splendide cut-scene animate, entrambi fondamentali per infondere una vitalità ed un coinvolgimento che poche esperienze videoludiche sono in grado di donare.

Un grande contributo a tale vivacità è dato infatti dai dialoghi mai pesanti, né eccessivamente prolissi, contrariamente a quanto succede con la maggior parte dei giochi dall'anima investigativa. Sempre riguardo alle battute con cui prosegue la vicenda di questo episodio, è una piacevolissima sorpresa vedere, o meglio, sentire come molte di queste, in numero maggiore rispetto al passato, siano state sapientemente doppiate con un enfasi e un pathos sempre adatto alle svariate situazioni e ai molti personaggi della storia. Le migliorie invadono prepotentemente anche gli splendidi intermezzi animati dal retrogusto francese, che fin da "Il Paese dei Misteri" hanno arenato gli occhi dei giocatori di tutto il mondo sui due piccoli schermi del Nintendo DS. Ne Il Futuro Perduto per la felicità di tutti, le cut-scene, sempre bellissime, sono aumentate di numero così come la loro risoluzione che però risulta ancora insufficiente per permettere di apprezzare al massimo la bellezza di queste piccole gemme. Rimane invece molto discutibile la scelta dell'utilizzo del 16:9 che, a causa della grandezza piuttosto esigua degli schermi del Nintendo DS, sembra inficiare i passi in avanti nella riproduzione dei filmati. Ci troviamo quindi davanti a un pacchetto confezionato con esperienza, maestria e attenzione, elementi facilmente visibili anche nella realizzazione degli sfondi di gioco. Le due città di Londra divise da un arco temporale di dieci anni appaiono entrambe ispirate in ogni singolo dettaglio: dalle ambientazioni più 'ortodosse', come le luminosi vie dalla Londra del presente, a quelle più eccentriche e fantasiose, come la China Town del futuro, passando per fognature, parchi, o basi scientifiche segreti, tutto è vivo. Da standing ovation è anche il character design, coeso per quanto assolutamente non monotono: si va da studentesse sexy e provocanti a rigattieri da quattro soldi, senza dimenticarsi di conigli punk parlanti e arrabbiati. Ogni singolo pixel sprizza una manieristica volontà di strabiliare ed incantare il giocatore, che non si lascerà tanto stancare dai vari e numerosi tour nelle città alla ricerca di enigmi, indizi e utilissime monete d'oro anche grazie ad una colonna sonora che consta di decine di brani da capogiro capaci, a seconda della situazione, di accompagnare, senza mai distrarre, la risoluzione dell'enigma più impossibile, o di sottolineare le gag più divertenti o i momenti di maggior tensione. Level 5 è riuscita quindi a creare un prodotto in cui un'eccellente ed ispirata realizzazione grafica e sonora formano il mix esplosivo dell'atmosfera perfetta, in bilico tra mistero e comicità, fondamentale linfa vitale del gioco, così come della serie.

Ogni enigma ha la sua soluzione

Se i capitoli e le ambientazioni sono tante, è chiaro che numerosi saranno anche gli enigmi, pane quotidiano del professore e di tutti gli abitanti del mondo di gioco. Questa volta i nostri eroi dovranno risolverne circa 160, segnando, anche se di poco, una nuova cifra da record. I quesiti a cui Layton e Luke dovranno trovare soluzione sono vari e spingono il giocatore ad utilizzare approcci mentali differenti che spaziano dall'attenta analisi dei testi al completamento di labirinti fino ai soliti giochetti di pensiero matematico o laterale. Nonostante il numero e l varietà i giocatori che si son già fatti le ossa sulle due precedenti avventure targate Level-5 troveranno un pane un po' troppo morbido per i loro denti, essendo ormai esperti e consapevoli dei tipi di trucchetti e tranelli che gli sviluppatori sono soliti inserire in tutti i capitoli della serie. Questa esperienza potrebbe inficia di molto il livello di sfida che il gioco propone, pur rimanendo abbastanza sostenuto. La situazione invece cambia drasticamente per chi non ha mai risolto nessuno dei famosi precedenti misteri del professor Layton che potrà godere ampiamente di quel senso di impotenza davanti ad un enigma apparentemente troppo difficile evitando un persistente, per quanto appena accennato, senso di deja vu. Comunque sia, neofiti e non, tutti apprezzeranno la cura con cui ogni singolo enigma è stato ideato e soprattutto lo spasso che sono in grado di dare. E' lontana la frustrazione del celebre enigma della ruota panoramica de Il paese dei misteri e ora a regnar sovrano è solo il divertimento, aumentato anche per l'introduzione della possibilità di evidenziare, sottolineare e schizzare idee sul caro touch screen attraverso una vasta gamma di colorati pennarelli virtuali senza però perder di vista né il testo dell'enigma né la sua rappresentazione grafica. A semplificare la situazione e ad allontanare la disperazione ci pensano le classiche monete aiuto che, novità assoluta, sono in grado di dare ben quattro suggerimenti, e non più tre come in passato, di cui uno molto cospicuo in grado di dare il largo anche al cervello maggiormente arenato. Tutti questi piccoli perfezionamenti però non hanno cancellato alcune minute imperfezioni che la serie si porta dietro dal suo debutto: delle volte il testo dell'enigma è esposto in maniera farraginosa, così come, dopo la risoluzione di essi, alcune spiegazioni appaiono confuse e non troppo convincenti, anche se si parla di pochissimi casi.

In generale nemmeno qui Layton riesce a deludere anche se rimane inspiegabile l'assenza di interazione tramite il microfono del DS, contrariamente a quanto accadeva (anche se in un unico enigma) ne "Lo scrigno di Pandora".

Finché c'è Extra c'è speranza

Un numero record di enigmi, una trama più coinvolgente e degna del solito e una realizzazione tecnica ispirata e vitale sono in grado di allontanare il giocatore dalla noia ma rimane una domanda: cosa accade una volta terminate le 10-15 ore della modalità principale del gioco? Faremo riposare la verde scheda di gioco fino alla fine dei tempi?

Fortunatamente completata l'avventura, e letta la parola 'fine' sullo schermo del nostro DS, il terzo capitolo di Layton intrattiene il giocatore con una vagonata di extra e si sa... finché c'è extra c'è speranza.

Durante l'avventura sono infatti sbloccabili dei simpatici minigiochi in grado di carburare ore e ore di divertimento e di ragionamenti. Presenti un simpatico “Libro illustrato” in cui dover completare in maniera coerente la storia narrata attaccando le figurine ricevute durante l'avventura, un divertente “Pappagallo postino” che deve essere guidato fino alla meta entro un tempo limite facendolo rimbalzare sulle corde disegnate dal giocatore, e il riciclato passatempo della “Macchinina”, davvero simile al minigioco del criceto obeso ne "Lo scrigno di Pandora". Terminata invece la modalità principale la maggiore distrazione è data dalla sezione Extra dove i principali personaggi della storia propongono i loro durissimi enigmi preferiti, sfide davvero toste, che soltanto i più impavidi pensatori saranno in grado di superare, che però, se risolti, donano un'abbondanza di punti, detti Picarati, spendibili, assieme a quelli raccolti durante l'avventura principale, per avere accesso ai succosi contenuti principali quali una raccolta di immagini del gioco, le intere collezioni dei brani musicali che ci hanno accompagnato durante le nostre scorribande londinesi, la possibilità di rivedere gli splendidi cortometraggi animati, e così via. Fortunatamente le sorprese non finiscono qui: quasi fosse un premio fedeltà, inserendo il codice ottenuto al termine de "Lo scrigno di Pandora" si apre un mondo di contenuti extra che ci terrà occupati ancora più a lungo. Ad allungare maggiormente la vita del gioco, che per la propria natura è minato dalla totale mancanza di rigiocabilità, vi è la possibilità di effettuare settimanalmente, tramite Nintendo Wi-fi Connection, il download dell' "Enigma della settimana".

"Ogni enigma ha una soluzione" dice il buon Layton, ma quando gli enigmi sono così tanti per trovare tutte le soluzioni ci potremmo impiegare un bel po' di tempo... anche troppo.

Commento Finale

Il professor Layton e il futuro perduto è l'apoteosi dell'avventura enigmistica del celebre gentiluomo inglese: una modalità principale più longeva che in passato, una trama coinvolgente che sorprende continuamente il giocatore a suon di colpi di scena e che amplia la psiche dei personaggi fondamentali, un eccellente realizzazione artistica, un numero record di enigmi ma anche una vagonata di contenuti extra. In definitiva il miglior capitolo di questa fortunata serie che mentre affascina i neofiti, è capace di sviare e sorprendere i più fedeli giocatori già ampiamente addentrati nelle canoniche meccaniche di gioco. Nonostante ciò, che conosciate a menadito ogni impresa dell'archeologo con la tuba o che non sappiate nemmeno il significato della parola "enigma", Il professore Layton e il futuro perduto rimane un acquisto più che consigliato (soprattutto nel secondo caso) per spolverare qualche neurone e lasciarsi trasportare da un'atmosfera magnetica e da una storia intensa ed emozionante nella sua semplicità.

Voto Globale

8

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