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Final Fantasy III DS: La Recensione

Scritto da Jacopo "Jajou"    PDF Stampa E-mail
Recensioni DS
Venerdì 05 Ottobre 2007 18:27
Final Fantasy III
Square Enix porta su Nintendo DS uno dei suoi giochi più popolari degli anni '90. Il remake di Final Fantasi III, riproposto interamente con grafica poligonale e mondi tridimensionali, è stato attentamente valutato e recensito. Console Nintendo via augura una buona lettura.

UN'AVVENTURA CHE SI FERMA DOVE INIZIA IL MARE

Nell'ormai lontano 27 aprile 1990, davanti ai negozi giapponesi di videogiochi, una nutrita folla di gente in fila, attende di entrare per assicurarsi una copia del nuovo fiammeggiante gioco firmato Squaresoft (oggi Square-Enix) ovvero Final Fantasy III. Questo capitolo della famosa saga di GdR giapponesi (JRPG) si rivelò, come tutti avevano predetto, vastissimo. Mai nella storia dei videogiochi si era visto un mondo così grande da esplorare palmo a palmo e così tanti segreti da scoprire: ci si trovava davanti al più esteso software per NES. Inoltre il gioco presentava grandissime innovazioni che non potevano essere per nulla trascurate. Rimanevano i tipici combattimenti a turni degli altri due episodi precedenti ma, questa volta, i danni inflitti erano visibili, provocando così una maggiore presa emotiva nel giocatore. Per la prima volta era possibile modificare e personalizzare le caratteristiche dei personaggi attraverso un rigido sistema di classi, il Job System. Il giocatore poteva così gestire personalmente i quattro eroi dell’avventura e decidere quali delle loro caratteristiche migliorare e in quale campo specializzare ognuno, a differenza di Final Fantasy I e II in cui era obbligato a scegliere la classe, che sarebbe rimasta tale fino alla fine dell’avventura, all’inizio del gioco. Con l’introduzione del Job Sistem nasce la classe dell’Evocatore, dotato del grande potere di chiedere supporto a potenti creature e, inequivocabilmente, anche le Evocazioni. Vengono aggiunte nuove azioni durante il combattimento come “ruba”, prerogativa dei Ladri, e “salta”, capacità speciale dei Guerrieri Dragoni. Inserendo tutta questa carne al fuoco, Final Fantasy III risultò essere uno dei più innovativi capitoli usciti fino a quel momento, anche se la massima innovazione arrivò con il suo successore, che ingrandiva ancora di più il mondo di gioco, complice anche una console più potente, lo SNES, capace di perfezionare tutti gli spunti dati dai capitoli precedenti. Sfortunatamente questa piccola gemma non superò mai l’Oceano, rimanendo ancorata alla sua terra d’origine e facendosi aspettare a lungo e invano da tutti i fan americani ed europei… {mospagebreak}Qui inizia la nostra storia! Ben sedici anni dopo l’uscita ufficiale di Final Fantasy III, sull’onda dei remake per Game Boy Advance dei precedenti capitoli di questa serie, fanno capolino le prime immagini di un progetto per Nintendo DS: è Final Fantasy III.


SALVIAMO IL MONDO

Improvvisamente un tremendo sisma rivoluziona la fisionomia del territorio e richiama dalle viscere della terra creature demoniache e mostruose che minacciano la sicurezza dell’umanità. Le forze del male sono sempre più potenti e i quattro cristalli della luce saranno risucchiati e distrutti e nel mondo regnerà il caos, ma c’è ancora una speranza: quattro giovani orfani saranno eletti eroi della luce e combatteranno per la salvezza dell'umanità, contro la nube d’ oscurità che minaccia il mondo. Queste sono le parole del gulgano che scorrono sullo schermo inferiore del titolo. Appena si inizia la partita si fa la conoscenza del primo dei quattro orfani della profezia, Luneth che, per la sua curiosità, è caduto in una voragine provocata dal terremoto. Combattendo alcuni nemici casuali all’interno del cunicolo sotterraneo ed esplorando i meandri bui del terreno ci si imbatte nel primo cristallo e Luneth scopre il suo destino. Si parte all’avventura e alla ricerca degli altri tre prescelti che vengono trovati relativamente presto. Soltanto dopo questa prima parte, volta a presentare il mondo di gioco e i quattro giovani protagonisti, la storia si invola e gli eventi accadono uno dopo l’altro catturando l’attenzione del giocatore. Nonostante la semplicità e la banalità della storia, molto vecchia e classica se confrontata con gli ultimi capitoli della saga, il team di Square-Enix è riuscito in parte a ringiovanire una storia di sedici anni fa, limitandosi nei dialoghi che, però, a volte risultano sterili e non totalmente precisi nel dare consigli anche se simpatici e divertenti. Il giocatore, oggi come ieri, diventa parte integrante di un mondo fantastico, abitato da gnomi e fate, mostri marini e draghi direttamente estrapolati dal migliore dei libri fantasy, ed abbandonare il gioco diventa un’impresa molto più ardua di quella dei quattro eroi. {mospagebreak}

MERAVIGLIE GRAFICHE E SONORE

Una volta partito il gioco, qualcosa di meraviglioso accade sullo schermo superiore. Degli uccelli solcano il cielo e planano verso un castello che, in lontananza, appare tra le nuvole. La musica è leggera e stupendamente orchestrata e il giocatore, spettatore di tutto ciò, non può fare a meno di dire “Wow!”. Dopo lo splendido video di presentazione si è accolti dal logo del gioco, creato dal bravissimo Yoshitaka Amano. Ma la meraviglia continua anche una volta iniziato il gioco. Il design dei personaggi è unico e le loro espressioni riescono in diverse circostanze a trasmettere il pensiero e le emozioni dei protagonisti al giocatore. Lo stesso si può dire della musica che risulta quasi sempre azzeccata:. In alcuni frangenti, come prima di uno scontro contro un boss, sarà evocativa, invece allegra e andante durante i dialoghi con personaggi particolari e buffi. Salta subito agli occhi, riguardo alle classi, l’eccezionale realizzazione degli abiti che risultano talmente variopinti e sgargianti che la tentazione di allenare una classe, a differenza di un’altra, soltanto per il suo indumento è molto forte. Le ambientazioni, un esplosivo mix tra 3D e 2D, sono realizzate nei minimi dettagli, anche se alcuni elementi, come case o grotte, si ripetono. Il giocatore ha inoltre a sua disposizione la possibilità di zoommare ogni ambiente interno ed esterno per ammirare nel dettaglio i particolari, ma soprattutto per scoprire gli oggetti nascosti nella zona, anche se l’utilizzo di questa funzione non rende sempre possibile vedere dove si sta andando. I colori sono sempre brillanti e le texture si muovono fluidamente creando un mondo vivo e reale e rendendo Final Fantasy III uno dei gioco con la grafica migliore per DS. Sfortunatamente, mentre lo schermo inferiore fa gridare al miracolo e godere con il suo stile grafico gli occhi del giocatore, il secondo schermo rimane per la maggior parte del tempo inutilizzato e completamente buio dato che tutte le ambientazioni e i combattimenti sono gestite soltanto da quello di sotto. Soltanto quando si viaggia per il mondo lo schermo superiore ospita la mappa di gioco, molto utile per direzionarsi. Rimane comunque misterioso il perché non abbiano deciso di inserirne una anche durante l’esplorazione di villaggi, grotte e dungeon spesso intricati e colmi di vicoli ciechi. A volte viene anche supportato per rendere più coreografiche scene importanti come quella dell’incontro con la luce divina del cristallo le cui battute scorrono al di sopra dei personaggi che si muovono sullo schermo inferiore. Per il resto è buio totale.

POTENZIALITA’ NON COMPLETAMENTE SFRUTTATE

Gli sviluppatori, oltre ad essersi dimenticati di uno degli schermi del DS, non sono riusciti a sfruttare al meglio la più importante delle funzioni del piccolo di casa Nintendo: il Touch Screen. {mospagebreak}Infatti in Final Fantasy III è possibile muoversi sia utilizzando la croce direzionabile che il Touch Screen, un po’ come accadeva in Another Code: Two Memories ed Animal Crossing Wild World, ma ancora una volta l’utilizzo del pennino è molto meno comodo del classico D-Pad. Lo stesso succede durante i combattimenti e nei menù. Infatti gli sviluppatori non si sono per nulla affaticati a costruire menù strutturati per il Touch Screen ma hanno mantenuto quelli classici, perciò toccarli risulta impresa ardua data le ridotte dimensioni delle opzioni. Il gioco sfrutta inoltre la famosa Nintendo Wi-fi Connection e il collegamento wireless per spedire lettere ad amici vicini e lontani, cosa che è possibile effettuare anche con i personaggi del gioco per avere consigli e sbloccare quest speciali. Nonostante ciò, anche qui si poteva fare di più e non soltanto un servizio di posta abbastanza inutile e condannato a rimanere poco sfruttato. Il microfono del DS invece non è per nulla sfruttato, anche se, con un po’ d’impegno, sarebbe stato piuttosto facile trovare un modo per utilizzare anche questa potenzialità. Si poteva fare molto di più con tutto il ben di Dio che la console mette a disposizione degli sviluppatori.


QUANDO IL PASSATO RITORNA

Giocando a Final Fantasy III, si nota un cambiamento improvviso della difficoltà del gioco; infatti alcuni frangenti, ad esempio alcuni boss, sono facilmente superabili e non danno problemi, mentre altri estremamente difficili se affrontati con un team non creato apposta per la sfida. Per capirne di più bisogna prendere in considerazione il sistema di classe, il Job sistem. All’inizio del gioco i quattro eroi saranno dei “Tuttofare”, a differenza dell’edizione vecchia in cui erano “Cavalieri Cipolla”, e successivamente si potrà cambiare classe ogniqualvolta lo si voglia, “pagando” però un abbassamento delle statistiche, che torneranno normali solo dopo un tot di battaglie. Per superare quindi alcuni scontri senza lanciare il proprio DS contro il muro per tutte le perdite, bisognerà cambiare più volte il “lavoro” dei propri personaggi e trovare la squadra perfetta per quella determinata sfida. Inoltre alcune classi hanno capacità utilizzabili anche al di fuori degli incontri. Ad esempio il Ladro, oltre a rubare oggetti ai nemici durante gli incontri, può scassinare le porte chiuse a chiave, mentre il Mago Bianco o il Devoto può ricorrere ai propri poteri curativi e di supporto durante l’esplorazione, ridando PV ai propri alleati o ricorrendo al teletrasporto per fuggire da luoghi pericolosi come grotte e dungeon. Molto spesso, però, pur avendo un party adatto allo scontro, non si riesce comunque a vincere a causa della sorte, troppo influente nei combattimenti. Il gioco è reso ancora più difficile ed arduo dalla mancanza dei luoghi di salvataggio e delle tipiche tende della serie, inserite per la prima volta in Final Fantasy IV, che permettevano, oltre che a salvare i propri progressi, a curare l’intero party. Infatti è possibile salvare solo nella mappa di gioco e, troppe volte, si viene sconfitti ad un soffio dalla vittoria venendo così costretti a ricominciare dall’inizio del dungeon e a risolvere nuovamente gli enigmi ma, cosa più stressante, a doversi subire i continui attacchi dei mostri che, apparendo, frammentano troppo spesso l’esplorazione. Approfondimento: Yoshitaka Amano Yoshitaka Amano, nato il 29 Luglio 1952, è un artista giapponese conosciuto in occidente soprattutto per la realizzazione del design dei personaggi, degli artwork e dei loghi della famosa serie di Japan GDR, Final Fantasy.Amano fin da piccolo fu preso dalla passione del disegno e così lavorò nel mondo dell’animazione con l’incarico di character designer. Rimase colpito molto dalla pop-art e fu influenzato dalle opere dell’americano Peter Max.Nel 1987 entrò a far parte della Squaresoft dando un’immagine ai personaggi del primo Final Fantasy. Il gioco riscosse un grande successo ed Amano entrò a far parte definitivamente del mondo dei videogiochi.

COMMENTO: Final Fantasy III è un ottimo remake che però non sfrutta totalmente le possibilità che il Nintendo DS offre all'utente. Uno schermo rimane per lo più buio, il Touch Screen risulta scomodo da utilizzare sia per muoversi che per navigare tra i menù ed inoltre, il microfono non è stato utilizzato minimamente. Nonostante ciò, non si era mai vista una veste grafica così eccezionale, arricchita da un sonoro con effetti audio puliti ed azzeccati. Si sentono ancora le sue antiche origini soprattutto durante gli scontri e nella storia, troppo semplice e un po’ già vista, ma ancora attraente e accattivante. Complessivamente Final Fantasy III è un gioco molto bello e longevo ma presenta un livello di difficoltà troppo alto che non lo rende accessibile ai giocatori in erba.

PAGELLA

GRAFICA: 9 |||||||||
SONORO: 8 ||||||||
GIOCABILITA’: 7 |||||||
LONGEVITA’: 8.5 ||||||||-
VOTO GLOBALE 8.5 ||||||||-

 

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