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Recensione: Cursed Mountain PDF Stampa E-mail
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Scritto da Federico   
Lunedì 21 Settembre 2009 19:53
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Recensione: Cursed Mountain
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Catena montuosa dell’ Himalaya – anni ‘80. Lo scalatore Eric Simmons si trova impegnato in un’ impervia salita nel tentativo di ritrovare suo fratello Frank, scomparso 3 giorni prima in questi luoghi

mistici ma soprattutto misteriosi, a causa di una commissione di lavoro riguardante il recupero di alcuni manufatti tipici della religione Buddhista. Tale faccenda porterà il nostro Eric ad investigare sulle cause della scomparsa del fratello, cercando indizi e tracce sul suo passaggio in queste montagne apparentemente desolate e investite da una forte tempesta di neve.
E’ Lhando il luogo in cui la nostra avventura e quella di Eric ha inizio, una misteriosa città apparentemente disabitata e posta ai piedi di Chomolonzo, un monte considerato sacro per gli scalatori di quei luoghi.”


Esattamente come accennato durante l’introduzione a Cursed Mountain, titolo prodotto da Deep Silver e pubblicato da Koch Media, il nostro compito sarà quello di controllare Eric Simmons e dirigerlo verso luoghi montuosi che racchiudono in sé grandi segreti, proponendo di dare una ventata d’aria fresca al genere spesso stantio dei Survival Horror.

[componentheading]Presenze…[/componentheading]

Al centro di questa storia ad ogni modo, sembra esserci una terribile maledizione che ha imprigionato le anime delle persone morte in questa regione, le quali si sono fatte incredibilmente minacciose e pericolose. Saremo infatti accolti fin da subito da visioni alquanto strane e improvvise, con anime e demoni vaganti che inizialmente non saremo in grado di allontanare. Sarà quindi grazie alla consapevolezza dell’esistenza e all’apprendimento dell’utilizzo del terzo occhio ( una conoscenza praticamente non più utilizzata nella nostra cultura, che permetterebbe di ottenere intuizioni e successivamente chiaroveggenza su fatti che i nostri occhi non vedono – vedi Google per maggiori informazioni) attraverso un monaco buddhista di Lhando, che saremo in grado di vedere efficacemente le anime e i demoni che minacciano la nostra vita, giungendo quindi alla possibilità di combatterli e allontanarli.

Si tratta quindi di un videogioco piuttosto originale sotto il punto di vista concettuale, ma del tutto canonico per quanto riguarda il gameplay e l’utilizzo del controller di Nintendo Wii.

[componentheading]Muoviamo i primi passi[/componentheading]

Eric sarà mosso facilmente attraverso la leva analogica del Nunchuk in un mondo 3D, si utilizza il tasto C per attivare il Terzo Occhio e il tasto Z per la corsa. Il Wiimote permette di controllare oggetti e aprire porte con la pressione del tasto A, di attaccare con il tasto B e di utilizzare i menù attraverso la pressione del tasto + . I sensori di movimento invece ci permetteranno di utilizzare tecniche Buddiste avanzate che descriveremo più avanti.

La nostra arma principale sarà una piccozza dagli incredibili poteri, capace di assumere nuove funzioni e attacchi grazie a degli speciali oggetti che troveremo disseminati lungo il nostro cammino. Ancora una volta, come nei più classici Survival Horror, la meccanica di gioco sarà incentrata sull’esplorazione e la risoluzioni di enigmi, a dir la verità piuttosto intuitivi e semplicistici. Anche la parte esplorativa non risulterà mai estremamente complicata, e le zone saranno piuttosto limitate e con obiettivi piuttosto semplici da raggiungere.

Malgrado ciò, Cursed Mountain risulta essere piuttosto avvincente e interessante da portare a termine per via di una storyline piuttosto curata e raccontata finemente, caratterizzata da una tecnica molto simile alle immagini “fumettistiche” viste nel primo Max Payne, dove una voce e del testo venivano accompagnati da immagini stilizzate, mostrando i punti focali della vicenda. Ciò fa sicuramente leva sulla volontà degli sviluppatori di Sproing Interactive, di portare su Wii un titolo nettamente più curato delle produzioni medie per questa console, donando alla massa un titolo tipicamente Hardcore caratterizzato da una storia dedicata ad un target più maturo e adulto.

 



 

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