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Recensioni Wii

Dragon Blade: Wrath of Fire

Scritto da Federico    PDF Stampa E-mail
Recensioni Wii
Giovedì 24 Gennaio 2008 21:11
Nell’ultima fatica di Land-Ho su Nintendo Wii, ci troveremo dinnanzi ad un gioco ambiguo, sotto certi aspetti molto interessanti, con un concept ed una storia piuttosto accattivanti... ma tutto questo sarà solo di buon auspicio per Dragon Blade: Wrath of Fire? Trama:

La storia è scritta dal celebre Richard A. Knaak, uno dei maggiori scrittori dei racconti mitologici basati appunto sui draghi. In un passato imprecisato, il nostro Alter-Ego virtual: Dal, sarà l’ultimo erede della dinastia di colui che con più affiatamento seguì Valthorian il drago di fuoco. Proprio quest’ultimo, violò una delle più grandi regole del mondo dei draghi, entrò nel mondo umano per ristabilire la pace e far conoscere a tutti il significato di quella stupenda ed altisonante parola. Ma, un complotto contro Valthorian tornerà a far regnare incontrastato il caos in un mondo che ora sarà dominato dai 6 draghi malvagi.



Ma ecco che saremo noi ad entrare in azione: dopo la morte del drago di fuoco la sua anima venne racchiusa in una spada, ed in altri sei pezzi che dovremo recuperare nel corso della nostra avvincente avventura. Il gioco inizia con un breve Tutorial (sognato da Dal), in cui ci ritroveremo ad eseguire colpi base forniti dal movimento del Wii Remote; grazie a questi, sarà possibile eseguire brevi combos per danneggiare ed eliminare i nemici che incontreremo sulla nostra strada.
Fin da subito si nota una poca cura nello stile grafico, che fa sembrare Dragon Blade un prodotto adatto alla prima generazione di videogiochi per PlayStation 2, anche se va sottolineata una maggior cura per Dal e gli effetti di fuoco dati dalla spada. Le aree di gioco in cui ci troveremo immersi, risultano purtroppo poco vaste e l’interattività con l’ambiente è fin troppo bassa rispetto agli standard a cui attualmente siamo abituati. Fortunatamente però, ci troviamo di fronte ad un buon Gameplay, dove il tutto è ben studiato e funzionale. Infatti come accennato in precedenza, il Wiimote risponderà precisamente ai nostri comandi permettendoci di compiere molte e diversificate combo micidiali, a volte di alta spettacolarità.



Con i canonici tasti di gioco, potremo evitare gli attacchi, pararli e “lock-are” il nemico (in gergo videoludico) per seguire le sue mosse ed eseguire contro lui attacchi esclusivi. Ma le note positive per questo titolo non finiscono sicuramente qui: infatti, oltre ad una vasta gamma di colpi diversi, quando il giocatore piano piano procede nell’avventura e conquista i vari pezzi (in totale sei) della spada in cui l’anima e Valthorian stesso sono stati divisi, avrà la possibilità di utilizzare poteri speciali; possiamo citarne uno che prenderemo proprio verso le prime battute dell’avventura ovvero la Zampa destra di Drago. Alla fine di ogni livello riceveremo un punteggio totale che donerà una sfida veramente intrigante agli hardcore gamers. Questa estrema ri-giocabilità, lo rende sicuramente più appetibile di altri prodotti similari poiché per coloro che amano finire i giochi al 100%, risulterà essere un vero must.



Purtroppo però, le note dolenti non tendono a mancare e un titolo con un buon potenziale e con delle promesse da Killer Application, si ritrova ad essere pesantemente svalutato a causa di una maldestra accuratezza tecnica degli addetti ai lavori. Oltre ad una grafica e ad una libertà d’azione veramente di basso livello, ci sarà purtroppo un’Intelligenza Artificiale dei nemici piuttosto limitata e con animazioni e scontri che spostano l’ago della bilancia sulla semplicità e ripetitività. La colonna sonora anche se piuttosto coinvolgente e melodiosa, varierà molto poco e i temi che ascolteremo spesso, potrebbero perfino portare alla nausea. Il gioco è doppiato completamente in inglese, mentre il testo a schermo è tradotto in un buonissimo Italiano, quindi in definitiva, è un titolo piuttosto mediocre ma sicuramente con spunti interessanti, i quali però non riescono a far leva su una tecnica di sviluppo troppo bassa per il 2008 e per un’architettura piuttosto navigata come quella di Wii.




Il giudizio finale è:

Di sicuro non è un titolo consigliabile agli hardcore gamers che cercano una vera sfida, ma a coloro che piacciono gli Hack’n slash, la mitologia e che non ricercano una vera difficoltà per il completamente di un videogioco, potrebbero trovare in Dragon Blade un gameplay “rivoluzionario” rispetto al passato ed un valido motivo per acquistarlo usato e passarci dietro almeno un paio di settimane.

 

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